A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

ai docenti e formatori

Torino, 4 ottobre 2021

Lettera del sig. Piero Ramello, missionario

Il 1 ottobre 2020, praticamente un anno fa, alle 8.30 circa del mattino il sig. Piero Ramello partiva missionario in Pakistan. Lo presento brevemente per i nuovi, e poi lascio spazio alla lettera che ci ha indirizzato: salesiano coadiutore dal 1984, docente di Fisica alle Superiori ed economo del nostro Istituto per 6 anni, musico e vocalist apprezzato e versatile (organo, fisarmonica, canto…), sempre disponibile, mite, generoso e molto laborioso.

«È un anno che sono in Pakistan e ogni giorno è una sorpresa con emozioni intense, e anche qualche fatica. Di questo popolo ammiro tre cose: la religiosità diffusa, la popolazione estremamente giovane e la sua capacità di  accoglienza semplice e generosa.

In Pakistan ogni cosa porta a riferirsi a Dio. Anche i giovani con cui vivo pregano spesso e volentieri, quando pregano sono molto concentrati. E questo mi fa un gran bene. Riguardo ai giovani c’è da dire che sono veramente numerosi. Più della metà degli abitanti del Pakistan sono sotto i 19 anni. Per strada si vedono bambini, ragazzi e giovani dappertutto. Tutti sono molto gentili e accoglienti.

La più grande difficoltà è la barriera linguistica. Il mio livello di Urdu è ancora a livello pre-infantile. In ogni caso, i ragazzi tra di loro parlano in punjabi, e l’urdu non a tutti è familiare, specialmente agli anziani. A scuola i ragazzi studiano urdu e inglese dalle elementari. Pochissimi, però, sono in grado di sostenere una conversazione anche semplice in inglese, anche con studenti di classi superiori. Come insegnante di Fisica non ho grandi soddisfazioni, ma tanto calore nel rapporto umano. In classe ho l’insegnante di sostegno (per me!) che traduce le mie lezioni in urdu. Il livello di apprendimento è molto basso, la frequenza è incostante. Un giorno mi capita di avere in classe 24 allievi; il giorno dopo, come stamattina, soltanto 9. Ogni tanto spunta qualche nuovo allievo e, purtroppo, qualcun altro abbandona la scuola.

Una delle lezioni che sto apprendendo dal Pakistan è la disponibilità al cambiamento. A volte i programmi devono essere modificati all’ultimo momento, magari senza un minimo di preavviso: basta l’interruzione della corrente elettrica (non infrequente) per dover reinventare sull’istante un’attività. Purtroppo la mia permanenza in Pakistan è precaria. Il mio visto è scaduto ad agosto. Due mesi prima della scadenza ho fatto la richiesta di rinnovo, ma ad oggi non ho ricevuto risposta. Avendo fatto la richiesta di rinnovo prima della scadenza, posso restare in Pakistan in attesa della risposta, ma se esco dalla Nazione non posso più rientrare. Tuttavia sono contento, perché mi sento sostenuto dai miei confratelli e dai ragazzi, e allora agisco come se dovessi restare in Pakistan ancora per trent’anni.

Conto molto sulla preghiera tua e della Casa dell’Agnelli. Maria Ausiliatrice ti benedica!»

Il direttore

Don Claudio Belfiore

Il missionario

Sig. Piero Ramello

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