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Torino, 29 novembre 2021

Le domande dell’Avvento

Se dovessi rappresentare il tempo di Avvento con un segno della punteggiatura, sceglierei il punto interrogativo. Non il punto semplice, che chiude il periodo e la frase. E neanche un punto esclamativo, che sembra porre fine a un discorso in modo categorico e inappellabile.

L’Avvento è il tempo delle domande, il tempo dell’umano per eccellenza, che allarga lo sguardo su nuovi orizzonti. Perché noi, uomini e donne, siamo predisposti agli interrogativi, a chiederci il perché  delle cose, il perché della nostra vita. Non credo che cani, gatti, cavalli e animali in genere si pongano domande. Essi comunicano, ma non parlano, e soprattutto nei secoli non hanno sviluppato un pensiero razionale, scientifico e produttivo come quello umano.

Le domande dell’Avvento sono proprie dell’uomo e della donna di ogni tempo e di ogni età. Sono domande rivolte a se stessi. Non bisogna aver fretta di rispondere a queste domande. Hanno bisogno di sedimentazione, come il seme nella terra, perché a tempo debito portino frutto. La parola avvento deriva dal latino e vuol dire arrivo. Viene spontaneo chiedersi:

  • Cosa cerchi per la tua vita? Attendi qualcosa o qualcuno?
  • Chi sta per arrivare? Ha a che fare con la mia vita?
  • Perché Dio ha deciso di farsi uomo e di essere uno di noi e in mezzo a noi?

Un detto ebraico racconta che in principio Dio creò il punto di domanda e lo depose nel cuore dell’uomo. Le domande contengono tesori, aprono rivelazioni. Ma non per tutti è così. Sono due le condizioni che consentono alle domande di portare i frutti promessi, attesi e sperati:

  • il silenzio dentro e fuori: nella confusione e nella distrazione tutto sparisce, svanisce come neve al sole; le domande hanno bisogno del contesto e dell’ambiente giusto per generare vita nuova, il silenzio;
  • la purezza di cuore, che si manifesta nell’onestà di pensiero, che accoglie con verità e serietà quanto il cuore svela, e che include che cuore e mente non siano torbidi e inquinati da avarizia, gelosia, invidia, violenza e volgarità.

Auguro a tutti un buon cammino di Avvento, dono speciale per ognuno di noi: per chi attende il Signore Gesù, Dio che si fa uomo per amore nostro, e per chi desidera una bella e nuova umanità.

Don Claudio Belfiore

Direttore 

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