A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

ai docenti e formatori

Torino, 21 dicembre 2020

Buon Natale!

Parlando ai fedeli di lingua italiana nell’ultima udienza di mercoledì scorso, Papa Francesco ci rivolge questo invito:

«Vorrei esortare tutti ad “affrettare il passo” verso il Natale, quello vero, cioè la nascita di Gesù Cristo. Quest’anno ci attendono restrizioni e disagi; ma pensiamo al Natale della Vergine Maria e di San Giuseppe: non furono rose e fiori! Quante difficoltà hanno avuto! Quante preoccupazioni! Eppure la fede, la speranza e l’amore li hanno guidati e sostenuti. Che sia così anche per noi! Ci aiuti anche – questa difficoltà – a purificare un po’ il modo di vivere il Natale, di festeggiare, uscendo dal consumismo: che sia più religioso, più autentico, più vero».

In questi giorni ci siamo salutati e ci saluteremo augurandoci “Buon Natale!”. Ma quest’anno potrà essere veramente un buon Natale? La festa è mortificata, ridotta, privata di alcuni degli elementi più belli e che più la caratterizzano: lo stare insieme, il ritrovarsi, lo scambio dei doni…

Proprio perché quest’anno è faticoso e doloroso, stravolto nelle sue consuetudini e nei suoi ritmi, l’augurio di BUON NATALE deve risuonare ancora più forte e vero! Non si tratta di un semplice augurio di buona festa. Nel cuore di quella notte di duemila anni fa è risuonata consolante e gioiosa la voce degli Angeli che dicevano: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra Pace agli uomini che Egli ama» (Lc 2,14). Il Natale di Gesù non è stato fermato 2000 anni fa, né dall’inospitalità della gente, né dal Re Erode, né dall’Imperatore Cesare Augusto, né dalla povertà di Maria e Giuseppe. Non lasciamo che venga fermato quest’anno. Non lasciamoci rubare la gioia del Natale!

Questo Natale sarà limitato, ma non cancellato. Sarà sicuramente più affaticato e carico di sofferenza, ma non senza speranza. Le nostre famiglie e comunità sentiranno l’assenza di alcuni cari, morti in questo tempo di covid, ma per questo abbiamo ancora più bisogno che sia NATALE, cioè annuncio gioioso della vicinanza di Dio a ciascuno di noi, all’umanità tutta. È più ancora che vicinanza: è condivisione della nostra umanità (uomo come noi); è compartecipazione (povero e fragile come noi); è forza e conforto nel nostro cammino (Dio con noi e per noi).

Con tutto il cuore e a ciascuno di voi auguro Buon Natale!

Don Claudio Belfiore

Direttore

 

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