Lettera del lunedì – 2 dicembre

A tutti i nostri allievi e allieve,

ai genitori

e ai docenti e formatori

Torino, 2 dicembre 2019

Buongiorno!

Un giorno Socrate, il famoso filosofo greco, volle dare una lazione ad un suo discepolo molto ambizioso e forse anche un po’ presuntuoso. Gli mostrò una carta del mondo e gli disse: «Mostrami l’Europa». Prontamente il discepolo gliela mostrò. E penso tra sé: «Che bravo che sono!». «Ora fammi vedere l’Italia». «Eccola!». Rispose il discepolo senza esitare e in cuor suo ribadì che ci voleva ben altro per metterlo in crisi. «Indicami la Provincia di Torino nel Piemonte». Era ancora facile da individuare. «Ora fammi vedere Torino». «Mah… dove vuole arrivare Socrate con queste sciocche richieste?», pensò tra sé il discepolo, un po’ indispettito dalle domande. E Socrate pose l’ultima richiesta: «Ora mostrami, nella città di Torino, il posto che occupi tu». Già… un puntino sulla mappa. Un puntino sul pianeta Terra, meno di un puntino nell’Universo. E il discepolo comprese, e non rispose nulla.

Collego questo racconto al Vangelo di questa prima domenica di Avvento e riporto i due versetti iniziali: «Come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo» (Mt 24,38-39). C’è qualcosa da capire.

Cosa c’è di diverso tra noi e gli uomini e le donne al tempo di Noè? Anche noi mangiamo e beviamo, cioè viviamo la nostra vita, e cerchiamo di viverla al meglio. E non c’è nulla di male, verrebbe da dire. Eppure Gesù ci mette in guardia. Qual è il pericolo? Cosa può succedere a portare avanti una vita “normale” e a stare bene? Sentite cosa dice il Salmo 48 al versetto 21:

«L’uomo nella prosperità non comprende,

è come gli animali che periscono».

Gesù ci mette in guardia. Non lasciarti intorpidire dall’abbondanza, fai in modo che la prosperità, le comodità, i successi e le tante cose che possiedi, non annebbino la mente, il cuore, la volontà. Non farti cogliere impreparato dalla vita e dal giudizio di Dio. Gesù ci vuole felici, non vuole la nostra rovina. Per questo ci avvisa, ci mette in guardia. All’inizio di questo anno liturgico, con la forza propria di ogni nuovo inizio, Gesù ci dice: «Vegliate! Tenetevi pronti!». Occhi e cuore aperto, volontà ferma, pensiero lucido per non lasciarsi cogliere di sorpresa.

Chi ci vuole bene, chi vuole il nostro bene e desidera il meglio per noi, ci mette in guardia. Non ci abbandona in balìa degli eventi, non dice «Fai quel che vuoi, la vita è tua!», anche quando la stai sprecando. Non aspetta la nostra caduta per dirci «Te l’avevo detto!». Chi ama previene e prepara a fronteggiare le prove e le situazioni della vita. Per questo Gesù ci dice: «Tenetevi pronti!».

Pronti a che cosa lo capiremo lungo il cammino dell’Avvento, seguendo Gesù e la sua Parola.

Don Claudio Belfiore

Direttore

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