Lettera del lunedì – 18 novembre

A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

e ai docenti e formatori

Torino, 18 novembre 2019

Buongiorno!

Hai mai pensato che abitiamo sotto lo stesso tetto? Il cielo. E che viviamo nella stessa casa? La terra. E che siamo tutti connessi e interdipendenti? Fratelli e sorelle, figli di un unico Padre.

Quando nel 2015 Papa Francesco ha scritto l’enciclica «Laudato si’» ha lanciato un appello e ha invitato tutti a prendersi cura della casa comune: «La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi» (n. 13).

In questi primi mesi di scuola è cresciuta l’attenzione al tema della salvaguardia ambientale. Ci sono stati dibattiti politici internazionali, manifestazioni, servizi informativi. “E noi, in concreto, cosa possiamo fare?”. La domanda non è caduta nel vuoto. Abbiamo iniziato a osservare, a pensare. E come qualcuno di voi ci ha suggerito, ci siamo concentrati su un’azione concreta: “Come possiamo fare per togliere la plastica dai vassoi della sala mensa?”.

Potrebbe sembrare una cosa semplice, ma non quando si entra nel concreto delle singole scelte. Questo cambio, apparentemente banale (togli una cosa, ne inserisci un’altra), ha un costo aggiuntivo: circa 16 mila euro l’anno. È facile dire: “si deve”, “bisogna”, “fate”. Ma quando c’è da mettere mano al portafoglio, può darsi che qualcuno decida di tirarsi indietro. Mi sono immaginato tre soggetti direttamente coinvolti in questa operazione. Ed è giusto pensare e chiedere che ognuno di questi soggetti si coinvolga e faccia la propria parte: la Ditta Genesi, che si fa carico di sostituire la plastica con prodotti compostabili; l’Istituto Edoardo Agnelli che acquista le posate in ferro e sensibilizza/supporta il cambiamento di stile di vita; gli studenti, che a gruppi collaborano nella raccolta differenziata e nella sistemazione della sala mensa. Abbiamo visto che è possibile sostituire la plastica entro la metà del mese dicembre, perché c’è bisogno di qualche settimana per organizzarsi, ordinare il materiale e fare i gruppi di lavoro.

I cambiamenti, quelli climatici come quelli culturali e sociali, avvengono perché ci sono persone che ci mettono del proprio, che non stanno seduti in salotto a dare consigli per salvare il mondo. Puoi essere cittadino del mondo che si rimbocca le maniche e che si dà da fare, per essere santo #lìdovesei. A voi giovani delle Superiori e della Formazione Professionale chiedo di essere protagonisti in questo cambiamento. La Ditta Genesi ha dato la sua disponibilità. L’Istituto Agnelli farà la sua parte. E tu?

Don Claudio Belfiore

Direttore

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