Lettera del lunedì – 16 dicembre

A tutti i nostri allievi e allieve,

ai genitori

e ai docenti e formatori

Torino, 16 dicembre 2019

Buongiorno!

L’altro ieri ho ricevuto un messaggio, uno dei tanti che circolano sui social e che rimbalzano da un profilo all’altro, e c’era scritta questa frase: “Beato chi non si aspetta nulla, perché non resterà deluso”. Ha una sua verità, ma dalle parole percepisco un certo senso di insoddisfazione e di amarezza, come di uno che tirato i remi in barca e si lascia andare, forse perché i suoi sogni, desideri e speranze si sono spenti. E non mi pare una bella vita. Personalmente, se c’è un augurio che faccio di cuore a ciascuno di voi, è che abbiate tanti sogni e desideri, con i piedi per terra, ma con lo sguardo rivolto verso il futuro e verso l’alto.

Chi di noi vive senza alcuna attesa, senza sogni? Tutti ne abbiamo, fossero anche solo l’attesa delle prossime vacanze natalizie, i desiderati regali di Natale, la voglia di dormire un po’ di più al mattino e di avere il tempo di giocare e stare con le persone care. Tutti guardiamo al futuro, più o meno lontano, e ci aspettiamo qualcosa. Ed è bello, ed è giusto e sano che sia così. Ovviamente non per lasciarsi distrarre dall’oggi e dalle vicende che viviamo. Chi si concentra solo sul non ancora, sulle attese e su ciò che verrà, rischia di non vivere, cioè di non gustare i momenti presenti che ora sono nelle nostre mani e sono concretamente la nostra vita.

Parlando a circa due milioni di giovani radunati a Roma in occasione del Giubileo del 2000, il Papa San Giovanni Paolo II offrì una lettura profonda dei desideri e della ricerca di felicità del nostro cuore. Così disse: «È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna».

Come San Giovanni Battista, di cui ci ha parlato il Vangelo della terza domenica di Avvento, ci poniamo la domanda: «Sei tu il Salvatore che deve venire?». Sei TU colui che darà sapore alla mia vita, che farà lievitare i miei desideri e saprà illuminare i momenti bui e tristi del mio quotidiano? Sei TU colui che mi rialzerà dalla cadute e darà forza al mio impegno per un mondo migliore? Sei TU colui perdonerà i miei peccati? Sei TU il fratello e la sorella da amare in coloro che mi sono vicini?

Il Natale è ormai vicino. Gesù Salvatore si fa vicino. Lo attendiamo, desiderosi di incontrarlo e di riconoscerlo

Don Claudio Belfiore

Direttore

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