A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

e ai docenti e formatori

Torino, 11 maggio 2020

Buongiorno!

Nel 1955 Thomas Merton, scrittore e monaco statunitense, ha scritto un interessante libro dal titolo «No man is an island», nessun uomo è un’isola. A volte viviamo e pensiamo solo al nostro mondo, a ciò che ruota intorno a noi. È vero, in questi mesi ci siamo dovuti rinchiudere nel nostro piccolo spazio vitale, a protezione nostra e degli altri. Ma non siamo stati sconnessi e sentiamo di essere collegati tra noi, augurandoci che sia nel bene: «Quello che faccio viene dunque fatto per gli altri, con loro e da loro: quello che essi fanno è fatto in me, da me e per me. Ma ad ognuno di noi rimane la responsabilità della parte che egli ha nella vita dell’intero corpo».

Abbiamo vissuto l’esperienza di quanto siamo connessi l’un l’altro. Sicuramente provvidenziale è stato il supporto di internet. Ma il virus stesso ci ha dato la proporzione di quanto siamo collegati l’un l’altro, come non avremmo mai pensato. In pochi giorni il virus, che sembrava lontano ed estraneo, un problema cinese, è arrivato a Roma, poi a Codogno e nel Nord Italia. Ed è successo che Nazioni che si sentivano al sicuro (Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti) sono state contagiate, e sono quelle che hanno il numero più alto di contagiati e di morti.

Ora siamo passati alla fase 2. È indicata come fase della convivenza con il covid-19. Ce la faremo a non dimenticare questa forte e intensa lezione di vita? Siamo legati l’un l’altro. A pensare solo a se stessi la paghiamo tutti, compreso chi pensava di rimanerne estraneo.

Un qualificato pool di estensori coordinati dal Politecnico di Torino ha elaborato un rapporto molto articolato dal titolo «Scuole aperte, società protetta». Vogliamo ripartire con le attività scolastiche e oratoriane, ma giustamente si dovrà fare in sicurezza. È un nostro diritto uscire, riaprire, incontrare…, ma non possiamo farlo a danno degli altri.

Mi piace riprendere lo slogan che comunica l’idea essenziale che anima questo testo e che si ritrova articolata nelle varie scelte e indicazioni: «OGNUNO PROTEGGE TUTTI». È la bussola di navigazione per questa nuova fase della nostra vita: non la paura, non la diffidenza, non l’ansia né l’aggressività. Proteggere tutti, e tra questi tutti ci siamo anche noi. Prendersi cura di tutti vuol dire proteggere anche se stessi. Essere attento a ciò che faccio e prudente nelle scelte è un modo di amare se stessi e gli altri. Le indicazioni igienico-sanitarie essenziali sono poche: lavarsi sovente le mani, mantenere le distanze ed evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi pubblici. Proteggi tutti, proteggi te stesso, proteggi i tuoi cari.

Siamo all’inizio di una nuova fase. La vivo con la volontà e il desiderio di fare la nostra parte per il bene di tutti. So di poter contare su di te, su di voi.

Buona settimana

Don Claudio Belfiore

Direttore

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